Eppur si legge. Segna Lib(e)ri di Natale

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Tre incontri online in diretta sulla nostra pagina Facebook con le proposte di lettura del Parco per le festività.

locandina DEF eppur si legge

P R O G R A M M A

21 dicembre - ore 17:30
Il viaggio di Arpione

di Maria Caputi (Homo Scrivens)

Dalle sabbie dell’oasi del Fayyum una squadra di archeologi rinviene un cofanetto con due papiri, due lettere inviate a casa da un giovane marinaio. Da qui parte il viaggio del giovane Apione, che si muove dalle coste d’Egitto per arruolarsi nella Classis Praetoria Misenensis, la flotta imperiale romana di stanza a Miseno, senza immaginare che, oltre a conoscere una nuova terra, nuovi amici e forse anche un grande amore, sarà addirittura chiamato a difendere la vita dell’Imperatore!
Ispirato a eventi storici realmente avvenuti, il viaggio è un romanzo di formazione coinvolgente, ambientato in un territorio carico di fascino: durante la sua avventura Apione scoprirà Miseno e il porto della flotta, Pozzuoli e i suoi edifici pubblici tra cui l’anfiteatro Flavio, le Terme di Baia e, naturalmente, Cuma. E noi con lui.
Quello di Maria Caputi è un autentico romanzo di formazione nel quale storia e Storia si mescolano. Apione crea, fin dalle prime battute, una grandissima empatia nel lettore il quale si trova catapultato in un viaggio che parte dall'antico Egitto e giunge fino ai giorni nostri. Il più classico "viaggio dell'eroe" raccontato con un linguaggio fresco e moderno per avvicinare tutti alla lettura, soprattutto i più giovani.
Con l’autrice intervengono il direttore del Parco Fabio Pagano e il funzionario Pasquale Schiano di Cola.

28 dicembre - ore 17:30
Topografia cristiana dei Campi Flegrei CUMA

di Gianfranco De Rossi (Edizioni Espera)

Il volume ha come oggetto la topografia tardoantica e medievale di Cuma, una città prestigiosa in età greca e romana, ridotta nell’acropoli-castrum durante la guerra greco-gotica, in lento e progressivo decadimento a causa delle lotte con i Longobardi e le scorrerie dei Saraceni, fino al definitivo abbandono all’inizio del XIII secolo. Tre edifici di culto (qui denominati Cuma I, la cattedrale dedicata a San Massimo, Cuma II e Cuma III) e due aree cimiteriali (Crypta e Antro della Sibilla) sono collocate nello stesso settore della città antica: l’acropoli e le sue pendici verso la città bassa. Le proposte di datazione e le ipotesi ricostruttive qui presentate sono il risultato di uno studio combinato tra evidenze monumentali ancora visibili, indagini di scavo del passato rimaste inedite e dati d’archivio. I monumenti individuati presentano alcuni caratteri comuni, fra i più importanti il loro intenso utilizzo funerario e l’essere effetto della rioccupazione di edifici preesistenti. È questa certamente la principale dinamica della Cuma paleocristiana finora conosciuta: i templi si trasformano in chiese, nascono nuove aree cimiteriali lontano dalle necropoli d’età classica; la stessa acropoli viene rioccupata in funzione militare, oltre che religiosa e civile, in un processo generale di selezione delle strutture e infrastrutture urbane.
Con l’autore intervengono il direttore del Parco Fabio Pagano, il professor Carlo Rescigno e il professor Philppe Pergola.

4 gennaio - ore 17:30
Il sorriso arcaico

di Yannis Souliotis (Edizioni Saletta dell’Uva)

Il sorriso è un'espressione facciale con le labbra rivolte verso l'alto in maniera obliqua. Muto, generalmente esprime simpatia e piacere. Ma questo labbro sottile che si leva lascia comunque un mistero intorno a sé. Il sorriso è il risultato (la conseguenza) di emozioni, esperienze, significati, contrazioni di muscoli e sistemi nervosi ai lati della faccia e intorno agli occhi mentre mostra piacere, gioia, ma anche ironia. E un dono di natura, predefinito geneticamente, tant'è che lo vediamo nei bambini sordi e ciechi fin dal giorno della loro nascita. Ma cosa vuol dire oggi l'espressione sorriso arcaico? Come si caratterizza questo particolare stile distintivo della scultura greca arcaica, ricordato dalla storiografia, che troviamo soprattutto nella Grecia continentale, nelle isole Egee e la costa dell'Asia Minore nel VI sec. a. C
Con l’autore intervengono il direttore del Parco Fabio Pagano, la professoressa Jolanda Capriglione (traduttrice e curatrice del libro) e Paolo Giulierini (direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli che ne ha scritto la postfazione). 

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