Anfiteatro cumano

Anfiteatro cumano

L’Anfiteatro di Cuma, sebbene di dimensioni piuttosto contenute, è un monumento molto significativo in quanto costituisce uno degli esempi più antichi di anfiteatro in Campania, al pari di quello di Pompei.

Viene edificato alla fine del II sec. a.C. nel momento in cui l’aspetto della città greco-sannitica lascia il posto all’impianto urbano tipicamente romano con la costruzione di edifici caratterizzanti, quali certamente l’anfiteatro. Sorto appena fuori le mura meridionali della città, nel luogo più utile per il controllo dei flussi di spettatori in ingresso e in uscita, l’Anfiteatro cumano rispecchia la tipologia più antica del monumento, priva di sotterranei e addossato per circa una metà al pendio del Monte Grillo in posizione panoramica verso il mare. Il monumento è stato indagato solo parzialmente: ne sono stati messi in luce l’ingresso meridionale, parte dell’arena e delle gradinate della cavea e il muro perimetrale a due ordini di arcate.

L’ingresso e l’ima cavea subiscono un’importante ristrutturazione all’inizio del II sec. d.C. con l’inserimento di una sorta di criptoportico che doveva agevolare l’accesso alle gradinate.

L’anfiteatro è dotato anche di un tempio in summa cavea, che svettava sulla sommità del pendio cui si appoggiano le gradinate Il tempio romano sorge sulle strutture di un tempio arcaico, risalente alla fine del VI sec. a.C., del quale sono stati rinvenuti numerosi materiali.

Il monumento doveva essere almeno in parte emergente e visibile fin dagli inizi dell’800: viene infatti rilevato dal De Jorio nella sua pianta di Cuma (1830) e a metà secolo fu oggetto di scavi, che misero in luce le strutture del tempio in summa cavea, successivamente inglobato nella Villa Vergiliana, palazzina demaniale impiantata nel 1911.

COME ARRIVARE

In auto: Tangenziale di Napoli - uscita Cuma/Lago d’Averno.
Trasporti pubblici:
da Napoli Montesanto Linea EAV Ferrovia Cumana (stazione Fusaro) + autobus EAV direzione Cuma scavi.

Per gli orari, consultare i siti:

Info e costi

Ingresso: libero, esclusivamente su richiesta

Prenotazione: obbligatoria, pa-fleg.comunicazione@beniculturali.it