Grotta della Dragonara

Grotta della Dragonara

Ubicata all’estremità orientale della spiaggia di Miseno e scavata nella parete di tufo del promontorio, è la cosiddetta “Grotta della Dragonara” la cui etimologia deriverebbe proprio dal termine latino.“roccioso”.La visita si effettua su una passerella in ferro, poiché a causa del bradisismoil monumento è attualmente semi-sommerso. Si tratta di una cisterna romana a pianta quadrangolare divisa in cinque navate da quattro file di piloni ricavati nel tufo,foderati in opera reticolata e rivestita dal tipico intonaco idraulico che impermeabilizzava questo tipo di strutture. La cisterna, lunga circa m 60 e larga m 6, è coperta da una volta a botte con tre grandi aperture dotati di scale, oggi parzialmente visibili, e utilizzati per l’immissione dell’acqua e per le manutenzioni ordinarie. Contiene gallerie laterali che si diramano e si intrecciano tra loro formando un labirinto che per il visitatore, insieme all’effetto dell’acqua che invade il monumento, diviene assai suggestivo.

Tradizionalmente collegata al rifornimento idrico della flotta misenate, peraltro già abbondantemente soddisfatta nell’approvvigionamento idrico dalla cisterna nota come Piscina Mirabile,potrebbe tuttavia anche aver servito le strutture residenziali situate poco più a sud e visibili sul costone, attribuite dalla tradizione letteraria a Lucullo. La villa disposta a terrazzamenti con ambienti che digradano fino al mare, attualmente insabbiati, era stata di Caio Mario, per poco tempo di Cornelia madre dei Gracchi e poi acquistata da Licinio Lucullo, ricchissimo personaggio politico del I sec. a.C., ed infine passata al demanio imperiale. È la residenza dove secondo Tacito vi morì l’Imperatore Tiberio. Nel medioevo il monumento era noto come “Bagno del Finocchio” per le abbondanti coltivazioni che lo circondavano.

Raffigurata nelle incisioni settecentesche e quindi tappa nei viaggi di cultura fra le antichità, dove ancora appare sviluppata fin sopra l’arenile, la indagini di scavo interessarono la Grotta e le zone limitrofe in anni più recenti che hanno portato alla luce resti di un ninfeo e di cisterne.

 

COME ARRIVARE

In auto: Tangenziale di Napoli - uscita Pozzuoli/Arco Felice direzione Bacoli.
Trasporti pubblici:
Da Napoli Montesanto Linea EAV Ferrovia Cumana (fermata Fusaro o Lucrino) + autobus EAV (fermata Miseno). 

per gli orari, consultare i siti:

 

Info e costi

Ingresso: libero, esclusivamente su richiesta

Prenotazione: obbligatoria, pa-fleg.comunicazione@beniculturali.it